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domenica 15 aprile 2012

MENTE SUPERFICIALE E MENTE PROFONDA

E se la mente fosse un oceano immenso?
In superficie il vento (spazzatura di oggigiorno) crea le onde (dialogo interiore, emozioni fasulle, arrivismo, passato e futuro). In profondità – raggiungibile con la meditazione – troviamo la pace (silenzio, assenza di disturbi, sensazioni vere, saggezza, potenza senza limiti).
Sono stati fatti parecchi esperimenti: se in una città c’è un congruo gruppo di persone che medita, il tasso di criminalità scende del 25%.
Si dice che gli “indios” non videro subito le caravelle di Colombo. Solo uno sciamano (con la mente particolarmente aperta) riuscì a notare che l’acqua era increspata. Dopo ore di attenta osservazione riuscì a vedere le caravelle e ad avvertire il resto della popolazione: anche loro quindi riuscirono allora a scorgerle. La mente non riesce a vedere ciò che non ha ancora visto: false credenze le impediscono di riconoscere cose di cui non ha conoscenza. Il mondo che vediamo è illusorio: le vibrazioni che ci arrivano dall’esterno vengono interpretate dalla mente che le “trasforma” in oggetti – che in realtà non esistono, se non ai nostri occhi.
Le emozioni sono causate da pregiudizi e credenze della mente superficiale tramite il dialogo interiore: le sensazioni sono invece frutto della mente profonda.

Italiano: Fig. 2. Diagramma di Freud riguardan...
Italiano: Fig. 2. Diagramma di Freud riguardante la struttura gerarchica della mente: Id: inconscio; Ego: Io: Super-Ego: Super-Io. (Photo credit: Wikipedia)

Esistono vari livelli: sonno, sogno, veglia, stato meditativo… questi sono soltanto i primi quattro… e poi? (ora non c’è spazio né tempo per un approfondimento)
Cos’è la mente profonda se non un osservatore silenzioso?
Va eliminato l’attaccamento emozionale al soddisfacimento dell’esperienza stessa: necessitiamo di un distacco, cioè di un equilibrio tra il non negarsi nulla e il non abbandonarsi a nulla.
Ma allora come eliminare lo “sfidante”? Come far tacere la mente superficiale con il suo odioso chiacchiericcio? Con la disciplina (spesso rara e discontinua), cioè il decidere di agire consapevolmente, agire senza aspettative e accettare con serenità qualsiasi risultato.
Gli elementi da tener presente sono: energia, consapevolezza, attenzione.
Dove vogliamo stare?

Italiano: PTO / Disturbi mentali: Modello dell...
Italiano: PTO / Disturbi mentali: Modello delle funzioni della mente umana (Photo credit: Wikipedia)

Creazione consapevole o deriva inerziale?
Disciplina o abitudini?
Non attaccamento o tossicodipendenza emozionale?
Al principio della “spirale di depotenziamento“, c’è l’immagine della mente superficiale.
La disciplina deve essere indirizzata su due aspetti:
  1. la non espressione delle emozioni negative (originate dal pensiero negativo)
  2. la riemersione della mente profonda
L’emozione negativa dissipa energia, va quindi espressa, ascoltata, accettata e lasciata andare.
Negli stati di emergenza (a.e. paura di morire, terremoto, incendio…) la mente di ferma e si vive nell’adesso.
Cosa siamo veramente? Chi sono io?
Io sono silenzio interiore: il silenzio interiore è il vero obbiettivo della meditazione.
Errore cartesiano: “Penso dunque sono”. Il pensiero non è consapevolezza e l’identità non va confusa col pensiero.
L’attenzione non va quindi posata sui pensieri della mente superficiale, ma sulle percezioni dell’istante presente raccolte dai nostri sensi.

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RIASSUMENDO

Cos’è la piramide della riconquista? Ci sono quattro fattori essenziali:
  1. disciplina
  2. non espressione delle emozioni negative
  3. riemersione della mente profonda
  4. silenzio interiore

sabato 14 aprile 2012

VINCERE LA PAURA DI PARLARE IN PUBBLICO

La più grande paura che hanno molte persone è quella di parlare di fronte a una platea: ci si preoccupa del giudizio degli altri fino a provarne il terrore.

Già il fatto di pre-occuparsi è preoccupante!


;-)

Preoccuparsi è dannoso e triste. La via per superare questa diffusa paura è semplice: prendere contatto con le proprie paure e avere un’attitudine positiva verso chi ci ascolta.

Vediamo come superare queste paure divertendoci.
La via più semplice è cambiare prospettiva, ovvero prendere consapevolezza delle nostre percezioni – visiva, auditiva, cinestesica, gustativa e olfattiva - e delle loro relative sub-percezioni. Ad esempio per quanto riguarda l’aspetto visivo è possibile focalizzare i seguenti “contrasti“: chiaro/scuro, vicino/lontano, colore/b-w; per l’aspetto auditivo: tono acuto/grave, timbro dolce/aspro, volume alto/basso ; per quello cinestesico: caldo/freddo, duro/morbido, liscio/ruvido.

In che modo?

ESERCIZIO 1: vicino/lontano o piccolo/grande
Pensate a qualche episodio positivo del vostro passato. Cosa vedete? Bene, ora rendete lentamente l’immagine più grande, fino a raddoppiarla, e ancora e ancora… Cosa succede alle vostre emozioni? Ovviamente diventano anch’esse più grandi! Ora provate a fare il contrario e rimpicciolite l’immagine allontanandola verso l’orizzonte, sempre di più, lentamente, fino a visualizzarla minuscola. Cosa succede adesso alle vostre emozioni? Diventano anch’esse piccolissime, quasi non le percepite più.
Bene, adesso proviamo a invertite il procedimento. Pensiamo alla stessa piacevole vicenda: prima cerchiamo di rimpicciolire l’immagine e di ascoltare le relative emozioni, poi ingrandiamola e quando è enorme ascoltiamo le nostre emozioni.
Se vale per un’immagine positiva, vale anche per un’immagine negativa!

ESERCIZIO 2: divertiamoci sperimentando
Ora provate voi a inventare altri esercizi di questo tipo: potreste immaginare il ricordo in b/n o sfuocato, oppure renderlo prima scurissimo e poi lucente! Oppure concentrarvi su una frase e pensarla prima in tono acuto e poi grave, e – ovviamente – ascoltare come si modificano le proprie emozioni!
COSA SUCCEDE DURANTE QUESTI ESERCIZI?
Cambiando la rappresentazione mentale di un’esperienza nella nostra mente, le nostre emozioni cambiano. Il nostro compito è quindi quello di sperimentare, cambiare prospettiva, eliminare quelle false credenze del subconscio che continuano a dirci: “Tu non sei in grado di parlare in pubblico! Ti avverto, non farlo, farai la solita figuraccia! Come quella volta, ricordi? Non vorrai mica ripetere una scena del genere? Chi te lo fa fare?”
Eliminate le abitudini mentali o false credenze, saremo pronti a rimetterci in gioco! Sì, la vita è un gioco meraviglioso e solo giocando con i nostri cervelli è possibile cambiare le nostre “sensibilità”.
Se non abbiamo paura, la vita diventa interessante e unica, non la solita routine quotidiana!

MA COME NASCE LA PAURA?

Una cattiva organizzazione a livello inconscio delle energie a causa dell’ingigantirsi di raffigurazioni interiori negative. Nient’altro che quanto dice la legge di attrazione: simile attrae simile. Dobbiamo smetterla di pre-occuparci! Se continuiamo a raffigurarci i peggiori scenari possibili che ci possono accadere durante il nostro discorso, allora la nostra mente inizierà ad adottare proprio il comportamento che le stiamo impartendo. Siamo noi gli artefici del nostro destino: questa è la verità. L’universo sta tutto nel pensiero, e quello della mente superficiale è un pensiero quasi sempre inutile e dannoso!
Rompbaskulo fino
Rompbaskulo fino (Photo credit: Wikipedia)

Soffermiamoci un secondo a pensare all’ultima volta che abbiamo dovuto parlare in pubblico: come ci sentivamo? A disagio, giusto? Soli in mezzo a un’arena di gente crudele pronta a farci pagare a caro prezzo ogni nostra piccola imperfezione…

E allora esercitiamoci fino a quando capiremo (anche a livello subconscio) che preoccuparsi non ha senso: è così importante la nostra vita? Rilassiamoci e godiamocela come fosse il più bel gioco a cui abbiamo mai giocato!

Grazie :-)